Il turismo incoming in Italia è entrato nel 2025 con grandi speranze. A gennaio e febbraio, le prenotazioni sono aumentate del 30-50% rispetto agli stessi mesi del 2024. Hotel e operatori si preparavano a un anno record.
Ma lo slancio si è arrestato a marzo. Entro l'estate, la stagione ha subito un drastico rallentamento: giugno, luglio e agosto 2025 hanno registrato risultati inferiori rispetto al 2024, deludendo molti operatori del settore.
Le principali città turistiche hanno subito notevoli cali:
- Firenze: in calo di circa il 20%
- Venezia: in calo di circa il 30%
- Costiera Amalfitana: in calo di circa il 25%
- Roma: eccezione, con volumi in crescita grazie ai pellegrini del Giubileo in visita in Vaticano
Perché molti turisti americani che avevano in programma di viaggiare in Italia sono rimasti a casa?
Un fattore determinante nel rallentamento del turismo in Italia nel 2025 è stato il calo dei visitatori statunitensi. Gli americani sono solitamente tra i turisti più spendaccioni in Italia, ma quest'anno si sono registrati sia un calo degli arrivi che una riduzione della spesa per visitatore.
"Vedo diverse ragioni per cui quest'anno un minor numero di americani si è recato in Italia, a partire dalle incertezze politiche, sia a livello internazionale che nazionale, che hanno reso i viaggi internazionali più rischiosi", ha affermato Barsotti. "Inoltre, dal punto di vista economico, il dollaro statunitense più debole rispetto all'euro ha aumentato il costo dei viaggi in Europa. A questo si aggiunge la preoccupazione di alcuni americani per come sarebbero stati accolti all'estero, date le tensioni politiche statunitensi dovute all'amministrazione Trump, e il risultato è che molti hanno scelto di rimanere più vicini a casa o di posticipare i loro piani di viaggio".
Qual è l'effetto sul turismo italiano?
Gli operatori hanno segnalato hotel più vuoti e ricavi più bassi, in particolare nelle destinazioni che solitamente fanno affidamento sui viaggiatori statunitensi.
Il calo di Venezia e la nuova tassa di soggiorno
Il calo di quasi il 30% registrato a Venezia rispetto al 2024 è stato uno dei cambiamenti più significativi della stagione. Oltre al calo più ampio dei visitatori statunitensi, residenti e operatori sottolineano un altro fattore: la nuova tassa sui visitatori giornalieri introdotta nel 2025.
La tassa, concepita per limitare il numero di visitatori di breve durata, prevede il pagamento di un biglietto d'ingresso per chi visita la città in giornata. È stata introdotta per contrastare il sovraffollamento turistico e proteggere le fragili infrastrutture di Venezia, ma potrebbe aver scoraggiato alcuni potenziali visitatori, soprattutto quelli attenti al budget. Introdotta nel 2025 a titolo sperimentale, è stata riconfermata per il 2026.

"L'introduzione della nuova tariffa è stata controversa", afferma Barsotti, "ma la considero un passo avanti verso la protezione di Venezia dal sovraffollamento turistico, acquisendo al contempo risorse finanziarie da utilizzare per la salvaguardia della città". Questa politica rientra nella strategia di sostenibilità a lungo termine di Venezia; tuttavia, nel breve termine, potrebbe aver contribuito a un calo più marcato del numero di visitatori rispetto ad altre destinazioni italiane.
Le destinazioni secondarie in Italia sono in crescita
Mentre i centri simbolo hanno registrato un rallentamento, le regioni italiane meno conosciute hanno ricevuto maggiore attenzione nel 2025:
Puglia:
La Puglia, con le sue città imbiancate a calce, le splendide spiagge e gli iconici trulli, è una regione in piena espansione, grazie ai viaggiatori in cerca di autenticità.
Le Marche, la nuova Toscana
Le Marche, spesso definite "la nuova Toscana", offrono dolci colline, città rinascimentali e fughe costiere, ma senza la folla e i prezzi bassi.
Sardegna:
La Sardegna, un tempo trascurata dagli americani, ora compare in più itinerari grazie alle sue spiagge incontaminate, ai paesaggi aspri e alla crescente scena del lusso, oltre che ai voli diretti.
Queste destinazioni traggono vantaggio dall'offrire valore, autenticità e respiro in un momento in cui le principali città italiane sembrano costose e affollate.
Il lato positivo: l'aiuto contro il sovraffollamento turistico
Da anni, città come Venezia e Firenze sono travolte dal sovraffollamento turistico. Strade strette, infrastrutture sottoposte a stress e abitanti frustrati sono tutti argomenti di cronaca.
Il rallentamento del 2025, seppur duro per le aziende, ha portato benefici inaspettati:
- – Meno affollamento nelle principali attrazioni
- – Migliori esperienze per i visitatori con attese più brevi e strade più tranquille
- – Un po’ di respiro per la gente del posto in destinazioni da tempo sotto pressione
Questa pausa potrebbe rappresentare un'opportunità per l'Italia di riequilibrare i flussi turistici, incoraggiando un maggior numero di visite verso destinazioni secondarie e garantendo una crescita sostenibile negli anni a venire.
Italia 2025: due storie, una stagione
Considerando che mancano ancora più di tre mesi alla fine dell'anno, come dovremmo ricordare la stagione turistica italiana del 2025?
- Dati preliminari ufficiali: crescita complessivamente modesta, con arrivi e spese nazionali in leggero aumento.
- Sul campo: domanda più debole, soprattutto nelle zone più gettonate, con regioni secondarie che emergono come eccezioni.
"I dati di fine settembre e inizio ottobre suggeriscono che importanti destinazioni come Firenze stanno iniziando a riprendersi", ha affermato Barsotti. "Sebbene la domanda complessiva rimanga al di sotto delle aspettative iniziali, stiamo assistendo al ritorno di alcuni viaggiatori, il che è incoraggiante per gli operatori e un segnale positivo in vista degli ultimi mesi del 2025".
Per i viaggiatori, questo significa opportunità. Visitare l'Italia tra la fine del 2025 e l'inizio del 2026 potrebbe significare meno folla nelle città più famose e maggiori scoperte in regioni in via di sviluppo come Puglia, Marche e Sardegna.



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