Dopo oltre tre anni di lavori, una torre alberghiera di 25 piani che si erge all'incrocio tra Calle 1ª e Calle B nel quartiere Vedado dell'Avana è quasi completata. La struttura, già una delle sagome più visibili lungo il Malecón, si erge in netto contrasto con gli edifici vecchi e decadenti che la circondano, simbolo sia delle ambizioni di Cuba per la ripresa del turismo sia delle contraddizioni che caratterizzano oggi il settore.
Sebbene l'esterno della torre appaia in gran parte completato, l'interno è ancora in piena attività. Un tecnico in loco ha detto 14 anni e mezzo che la "parte estera del progetto proviene da una società francese", aggiungendo che sono stati coinvolti anche lavoratori indiani "per lo più come operai". Secondo il dossier del progetto architettonico, il costruttore principale è il gigante francese delle costruzioni. Bouygues Bâtiment Internazionale, da tempo coinvolto negli sviluppi alberghieri più esclusivi dell'isola.

La presenza di Bouygues a Cuba non è esente da controversie. L'azienda gestisce l'impianto modulare di Antilla, che continua a produrre moduli prefabbricati per camere d'albergo ad alta capacità, nonostante l'ampia domanda di materiali edilizi in seguito all'uragano Melissa, che ha causato danni a oltre 76,000 abitazioni. I media statali, a quanto pare istruiti a evitare di parlare dell'impianto, non hanno fornito aggiornamenti sulle sue attività.
Una torre senza nome e senza proprietari pubblici
A differenza di molti altri progetti di lusso finanziati dal conglomerato militare Gaesa, la torre Vedado non presenta cartelloni pubblicitari, annunci pubblici o dichiarazioni ufficiali che ne identifichino l'investitore o il futuro gestore. I progetti architettonici descrivono un hotel a quattro stelle con circa 520 camere, una base su tre livelli per le aree comuni e servizi tra cui una piscina e una terrazza panoramica.
Gli operai stimano che l'edificio necessiti di "un anno o poco più" prima del completamento. Le finiture interne sono in corso – piastrelle del bagno, pavimenti – ma gli impianti critici, dagli impianti elettrici agli ascensori, sono ancora in sospeso. Secondo un tecnico, l'hotel sarà dotato di "tecnologie all'avanguardia, come la Torre K", un importante grattacielo moderno finanziato dallo Stato nelle vicinanze.
La spinta del turismo in mezzo alle pressioni economiche
Il progetto avanza in un momento in cui il settore turistico cubano è sotto forte pressione. Le sanzioni statunitensi hanno limitato alcune forme di viaggio, complicato le transazioni finanziarie e limitato l'accesso di Cuba a materiali e credito internazionale: fattori che, secondo i funzionari, ostacolano la ripresa del settore. Il tasso di occupazione degli hotel, secondo stime recenti, si aggira intorno al 20%, ben al di sotto dei livelli pre-pandemia.
Tuttavia, il governo continua a dare priorità alla costruzione di nuovi hotel come parte di una strategia a lungo termine per incrementare le entrate del turismo una volta che le condizioni e i flussi di viaggio globali miglioreranno. Le autorità sostengono che l'ampliamento delle strutture ricettive di alta qualità sia essenziale per rimanere competitivi nel mercato caraibico e prepararsi a una futura ripresa.
Un simbolo di resilienza o contraddizione
Per molti residenti del Vedado, l'imponente struttura è al tempo stesso imponente e inquietante. Passando sotto gru e impalcature, si rende conto del divario tra le moderne infrastrutture turistiche dello stato e la realtà di una città alle prese con interruzioni di corrente, carenza d'acqua e un patrimonio edilizio fatiscente.
"È fantastico, asere", ha scherzato un vicino, sottolineando il contrasto tra il grattacielo in ascesa e gli edifici circostanti con muri crepati, perdite e supporti improvvisati. Lì vicino, due uomini dormivano su un pezzo di erba secca: una scena quotidiana in un quartiere in cui i servizi di base sono in declino.
Il governo presenta i lavori in corso come prova di resilienza di fronte alle difficoltà economiche e alle pressioni esterne. Ma per i residenti che guardano la torre sorgere, resta il dubbio se la modernità dell'Avana sia stata costruita per loro o se stia semplicemente passando sopra le loro teste.



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