Il mercato di Tsukiji (mercato esterno) rimane una delle principali attrazioni turistiche di Tokyo per il cibo di strada a base di pesce fresco, i coltelli e l'atmosfera retrò, nonostante la sua principale attività di vendita all'ingrosso si sia spostata al mercato di Toyosu. I turisti accorrono per sushi, capesante grigliate e tamagoyaki, ma i visitatori devono fare attenzione al sovraffollamento, alle trappole per turisti e ai potenziali prezzi eccessivi, soprattutto durante le ore di punta.
In una mossa rara e altamente simbolica, il mercato esterno di Tsukiji nel quartiere Chuo di Tokyo ha chiesto formalmente agli operatori turistici di astenersi dal guidare i turisti nello storico quartiere gastronomico durante il periodo delle vacanze di fine anno e di Capodanno, adducendo problemi di sicurezza causati dal grave sovraffollamento.

La richiesta, emessa all'inizio di dicembre dal Consiglio per lo Sviluppo della Città Alimentare di Tsukiji, fa seguito a pericolosi incidenti di congestione verificatisi durante le precedenti festività natalizie, quando il mercato si era affollato a tal punto da causare feriti. A partire dal 1° dicembre, sono stati affissi avvisi presso il centro informazioni del mercato, invitando i visitatori a non mangiare mentre camminavano e chiedendo ai gruppi di turisti organizzati di evitare la zona durante le giornate di punta per lo shopping.
La misura mira a proteggere i residenti locali e gli acquirenti professionisti che si affidano a Tsukiji per gli acquisti alimentari essenziali di fine anno, legati alle tradizionali celebrazioni del Capodanno giapponese. Secondo i rappresentanti del mercato, il sovraffollamento ha raggiunto livelli tali da intasare le strade circostanti, ostacolando i veicoli e gli accessi di emergenza.
"Fare la spesa a Tsukiji in questa stagione richiede così tanto tempo che diventa una seccatura", ha affermato un acquirente di generi alimentari, sottolineando che la congestione ha reso gli acquisti di routine sempre più difficili.
Un punto critico nel dibattito sul sovraffollamento turistico in Giappone
L'appello di Tsukiji arriva nel mezzo di un crescente dibattito nazionale su overtourism in Giappone, con l'aumento degli arrivi in entrata a seguito della completa riapertura del Paese dopo il COVID-19. Mentre il governo nazionale continua a promuovere obiettivi di crescita del turismo aggressivi, le amministrazioni locali e gli stakeholder della comunità chiedono sempre più strumenti più efficaci per la gestione dei visitatori.
Destinazioni popolari tra cui Kyoto, Kamakura, Monte Fuji, Nara e parti di Tokyo hanno segnalato problemi simili: strade sovraffollate, interruzioni della vita quotidiana, sovraccarico dei trasporti pubblici e crescenti attriti tra residenti e visitatori. A Kyoto, le autorità locali hanno già limitato l'accesso dei turisti ad alcune strade residenziali, mentre il Monte Fuji ha introdotto nuove regole e tariffe per controllare il numero di scalatori.
La richiesta di Tsukiji riflette un più ampio cambiamento di tono: dall'accoglienza di un numero illimitato di visitatori all'enfasi sicurezza, qualità dell'esperienza e tutela della comunitàA differenza delle restrizioni governative formali, l'appello del consiglio si basa sulla conformità volontaria degli operatori turistici, evidenziando i limiti dell'attuale quadro di governance del turismo in Giappone quando si tratta di regolamentare i flussi di visitatori a livello di micro-destinazione.
Bilanciare il commercio locale e la domanda dei visitatori
Sebbene il mercato ittico all'ingrosso si sia trasferito a Toyosu nel 2018, il mercato esterno di Tsukiji rimane una calamita per il turismo gastronomico. Il boom dei flussi turistici in entrata post-pandemia ha intensificato la pressione sulle strette vie originariamente progettate per il commercio di quartiere, non per il turismo di massa.
Al contrario, la Toyosu Senkyaku Banrai La struttura turistica nel quartiere Koto di Tokyo accoglie attivamente i visitatori durante le festività natalizie. Progettato con passaggi pedonali più ampi e una capacità di gestione ottimale, il complesso offre un'alternativa appositamente progettata per separare le esperienze turistiche dalle attività commerciali essenziali.
Gli esperti di politica turistica sottolineano che questo contrasto sottolinea una lezione fondamentale nella risposta del Giappone al sovraffollamento turistico: la progettazione delle infrastrutture e la zonizzazione sono importantiLe attrazioni appositamente costruite possono assorbire la domanda in modo più efficace, mentre i quartieri tradizionali come Tsukiji richiedono misure di gestione mirate, soprattutto nei periodi di punta.
Un segnale per i tour operator
Sebbene il consiglio di Tsukiji abbia sottolineato che la richiesta è stagionale e non permanente, invia un chiaro segnale ai tour operator e ai promotori delle destinazioni. Il futuro del turismo giapponese, affermano le parti interessate, dipenderà sempre più dalla cooperazione tra comunità locali, operatori e autorità governative per bilanciare i benefici economici con la vivibilità e la sicurezza.
Mentre il Giappone continua a considerare il turismo come un pilastro della crescita economica, l'appello di fine anno di Tsukiji illustra le sfide della gestione del successo e la crescente aspettativa che il turismo deve adattarsi alle realtà locali, non il contrario.



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