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Dal Kilimangiaro al Ruwenzori: le montagne africane diventano la prima linea della battaglia finanziaria per il clima

Africa

Le catene montuose africane, tra cui il Kilimangiaro, il Monte Kenya e i Monti Ruwenzori, stanno subendo impatti climatici sempre più intensi, caratterizzati dallo scioglimento dei ghiacciai, dalla perdita di foreste e da siccità prolungate. Questi cambiamenti minacciano il turismo, le risorse idriche e i mezzi di sussistenza di milioni di comunità che dipendono da questi ecosistemi vitali.

Le catene montuose africane dell'Africa orientale e centrale stanno subendo impatti climatici sempre più rapidi, intensificando le richieste degli stati africani di maggiori finanziamenti internazionali per il clima, poiché la perdita dei ghiacciai, la deforestazione e le siccità prolungate minacciano il turismo, la sicurezza idrica e i mezzi di sussistenza di milioni di persone.

Tra i più colpiti ci sono Il monte Kilimanjaro, il monte Kenya e i monti Ruwenzori, le tre vette più alte dell'Africa e fondamentali "serbatoi d'acqua" naturali che regolano le precipitazioni, sostengono l'agricoltura e sostengono l'economia del turismo in tutta la regione. Gli scienziati avvertono che il continuo riscaldamento potrebbe compromettere la ripresa di questi fragili ecosistemi senza un intervento urgente.

Le montagne al centro del dibattito sulla finanza climatica in Africa

Al Vertice delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP30) tenutosi il mese scorso a Belém, in Brasile, le nazioni africane hanno amplificato le richieste di circa 50 miliardi di dollari all'anno nella finanza climatica, sostenendo che gli ecosistemi montani rappresentano una delle priorità di adattamento climatico meno finanziate del continente.

I negoziatori africani hanno sottolineato che, mentre il continente contribuisce almeno alle emissioni globali di gas serra, sta subendo alcune delle conseguenze climatiche più gravi, in particolare nelle regioni ad alta quota che fungono da ancora di salvezza per le popolazioni a valle.

"Queste montagne non sono solo punti di riferimento; sono fonti d'acqua, sistemi alimentari e motori economici", hanno affermato i delegati africani durante i dibattiti della COP. "La loro perdita rappresenta una crisi di sviluppo".

Kilimangiaro: simbolo di disuguaglianza climatica

Gli esperti di clima e meteo in Tanzania riferiscono che il il tasso di perdita di ghiaccio sul monte Kilimanjaro ha subito una forte accelerazione negli ultimi anni, minacciando le precipitazioni e la disponibilità di acqua per le comunità che vivono sui pendii della montagna. Lo scioglimento dei ghiacciai rappresenta anche un rischio per il turismo, una delle principali fonti di valuta estera della Tanzania.

Il monte Kilimanjaro attrae più di 60,000 scalatori all'anno, provenienti principalmente da Europa e Nord America. Il turismo legato alla montagna sostiene migliaia di posti di lavoro nei settori della guida, dell'ospitalità, della tutela ambientale e dei trasporti, rendendo il suo declino ambientale una preoccupazione economica diretta.

Gli esperti avvertono che la perdita del ghiacciaio sul Kilimangiaro è un esempio ingiustizia climatica, poiché le destinazioni africane devono far fronte alle conseguenze delle emissioni generate in gran parte altrove.

Gli sforzi di conservazione necessitano di finanziamenti a lungo termine

In risposta, le iniziative di conservazione sul Kilimangiaro si stanno espandendo. Gli operatori turistici nella Tanzania settentrionale hanno piantato circa 22,500 alberi nel 2024 per ripristinare i pendii inferiori degradati. Il Autorità dei parchi nazionali della Tanzania (TANAPA) ha intensificato le campagne per proteggere la copertura forestale e rallentare il ritiro dei ghiacciai, mentre il governo ha esortato i cittadini a piantare fino a un miliardo di alberi come parte di una strategia nazionale a lungo termine per la resilienza climatica.

Tuttavia, i funzionari avvertono che gli sforzi locali da soli non possono compensare i fattori climatici globali senza finanziamenti internazionali prevedibili e sostenuti, come promesso sotto il Accordo di Parigi.

L’impegno dell’UE evidenzia la responsabilità condivisa

Nel settembre 2025, una delegazione di 12 ambasciatori dell'Unione Europea Visitarono il Monte Kilimangiaro per valutare i progetti finanziati dall'UE in ambito agricolo e di tutela ambientale e per osservare in prima persona l'impatto climatico. I diplomatici visitarono piantagioni di caffè, iniziative forestali e progetti di agricoltura di sussistenza, assistendo al ritiro della calotta glaciale.

Ambasciatore dell'UE in Tanzania e nella Comunità dell'Africa orientale Cristina Grau ha ribadito l'impegno dell'Europa nei confronti delle politiche del Green Deal e nel sostenere i paesi africani nel raggiungimento di uno sviluppo a zero emissioni di carbonio. L'ambasciatore finlandese Theresa Zitting hanno avvertito che la continua perdita di ghiaccio potrebbe compromettere il turismo, gli ecosistemi e i mezzi di sussistenza in tutta la regione.

L'Europa e gli Stati Uniti rimangono i principali mercati di origine per i turisti che visitano il Kilimangiaro, rafforzando le richieste di responsabilità climatica condivisa tra i paesi di destinazione e i mercati di origine del turismo.

Una sfida continentale oltre la Tanzania

In tutta l'Africa, le regioni montuose affrontano pressioni simili. Monti Drakensberg in Sudafrica, insieme alle regioni montuose in Ruanda, Malawi, Africa centrale e Repubblica Democratica del Congo, stanno subendo un'intensificazione della siccità, della perdita di biodiversità e dello stress idrico.

Per milioni di africani, la crisi climatica che si sta verificando negli ecosistemi montani non è più un'astrazione. Come hanno sottolineato i leader africani alla COP30, proteggere queste regioni non è solo una priorità ambientale: è essenziale sicurezza alimentare, stabilità economica, resilienza del turismo e sviluppo a lungo termine.

Senza un'erogazione più rapida dei finanziamenti promessi per il clima, le montagne africane rischiano di diventare le vittime più visibili del riscaldamento globale.

Circa l'autore

Apolinari Tairo - eTN Tanzania

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